Maria Corti

Maria Corti

Maria Corti

Maria Corti (1915 – 2002), filologo, critico letterario, scrittrice, semiologo e accademico italiano.
Laureata in Lettere, a Milano, con una tesi sul latino medievale (Studi sulla latinità merovingia) e in Filosofia con Antonio Banfi. Lavora come insegnante di scuola media a Chiari (Bs), poi a Como e infine a Milano. Ottiene la cattedra di Storia della lingua italiana presso l’Università del Salento; successivamente si trasferisce a Pavia, dove già in precedenza aveva svolto attività di assistente.

Con alcuni colleghi dell’ateneo pavese – fra cui Cesare Segre, d’Arco Silvio Avalle1)d’Arco Silvio Avalle. Il nome d’Arco deriva da Giovanna d’Arco e va scritto, come voleva lo stesso Avalle, con la ‘d’ minuscola., Dante Isella, contribuisce a fondare una prestigiosa scuola di studi letterari, votata alla ricerca nell’ambito della Filologia, della Semiotica, vicina allo Strutturalismo.

Una sua opera, a mezzo cammino tra la saggistica e la narrativa, Ombre dal Fondo (1997), narra le vicissitudini dell’autrice durante la raccolta dei fondi necessari alla creazione del Fondo Manoscritti di autori moderni e contemporanei, da lei voluto e creato. Il testo raccoglie aneddoti che riguardano scrittori ma anche «vedove votate alla gloria letteraria dei propri mariti»2)vd. presentazione del libro in M. Corti, Ombre dal fondo, Torino, Einaudi, 1997. e mecenati.

Maria Corti è soprattutto conosciuta per la produzione saggistica e ai testi, di carattere divulgativo, orientati a un uso consapevole della lingua italiana. È infatti autrice di opere quali i Princìpi della comunicazione letteraria (1976), di uno studio su Beppe Fenoglio: storia di un «continuum» narrativo (1978), di una grammatica: Una lingua per tutti (1978), di una Storia della lingua italiana e storia dei testi (1989), di Un ponte tra latino e italiano (pubblicato postumo nel 2003).
Accademico della Crusca, collaborò con innumerevoli riviste e, di alcune, fu direttrice; fra di esse: Strumenti critici, Autografo e Alfabeta.

Della sua attività come narratrice sono da ricordare diverse opere; una fra tutte, L’ora di tutti3)M. Corti, L’ora di tutti, Milano, Feltrinelli 1962., romanzo storico ambientato a Otranto, costellato da splendide descrizioni della Terra e dell’Umano. Una serie di personaggi, aristocratici e popolari, nobilitati dalla narrazione, vengono portati in primo piano, scoprendo il proprio ruolo di protagonisti, assoluti e provvisori, nell’ambito delle vicende narrate: un esercizio di stile di notevole qualità, ma anche un’accorato racconto sul desiderio e l’ambizione umana.

Molti anni dopo la pubblicazione de L’ora di tutti, l’autrice tornò a raccontare la città di Otranto in Otranto allo specchio4)M. Corti, Otranto allo specchio, Milano, Bompiani, 1990.. Molto elegante e coinvolgente anche il suo Canto delle sirene 5)M. Corti, Il canto delle sirene, Milano, Bompiani 1989, prefazione di C. Segre.

 

Note   [ + ]

1. d’Arco Silvio Avalle. Il nome d’Arco deriva da Giovanna d’Arco e va scritto, come voleva lo stesso Avalle, con la ‘d’ minuscola.
2. vd. presentazione del libro in M. Corti, Ombre dal fondo, Torino, Einaudi, 1997.
3. M. Corti, L’ora di tutti, Milano, Feltrinelli 1962.
4. M. Corti, Otranto allo specchio, Milano, Bompiani, 1990.
5. M. Corti, Il canto delle sirene, Milano, Bompiani 1989, prefazione di C. Segre