O. Mandelstam, Io mi porto questo verde alle labbra

Brevissima introduzione...

... tanto per sapere chi (il "cosa" sta nei versi). Osip Ėmil'evič Mandel'štam (1891 - 1938) è uno dei giganti della poesia del Novecento. Nato a Varsavia (all'epoca parte dell'impero russo) crebbe a San Pietroburgo. Autore pungente e vigoroso, cadde vittima delle purghe staliniste per via di una critica sarcastica del sistema comunista sovietico (notoriamente poco dotato di spirito). Arrestato due volte, morì nel 1938, all'età di quarantasette anni, nel gulag di Vtoraja rečka (un campo di transito presso Vladivostok).

La breve poesia che pubblico di seguito, ha come tema il sentire; la capacità di sentire. La possibilità di sentire qualcosa attraverso i sensi, mediatori di una natura spirituale e terribile.

Io mi porto questo verde alle labbra
questo vischioso giurare di foglie –
questa terra che è spergiura: madre
di bucaneve, aceri, quercioli.

Mi piego alle umili radici, e guarda
come divento insieme cieco e forte;
non fa dono, il risonante parco
di una sontuosità eccessiva agli occhi?

E – palline di mercurio – le rane
con le voci s’agglomerano a palla;

i nudi stecchi si mutano in rami
e in lattea finzione il vapore dell’aria.

Osip Mandel’štam