L'infinito dovrebbe essere racchiuso in ogni azione dell'uomo, quando parla, guarda, ascolta, cammina, si ferma e si corica.

(Martin Buber, Racconti chassidici, 1947)

Ha terminato l'altrui sermone col proprio raglio:
il venerabile dottore ha fatto la parte del pappagallo e dell'asino.

(G. Bruno)

L'arte è passata ovunque nella realtà. Si dice che l'arte si smaterializzi. è esattamente il contrario: l'arte oggi è passata ovunque nella realtà. è nei musei, nelle gallerie, ma altrettanto è nei detriti, sui muri, nelle strade, nella banalità di ogni cosa oggi sacralizzata senza altra forma di procedimento. L'estetizzazione del mondo è totale. Come abbiamo a che fare con una materializzazione burocratica del sociale, una materializzazione tecnologica del sessuale, una materializzazione mediatica e pubblicitaria del politico, così abbiamo a che fare con una materializzazione semiotica dell'arte. è la cultura intesa come ufficializzazione di tutto in termini di segni e di circolazione di segni. Ci si lamenta della commercializzazione dell'arte, della mercantilizzazione dei valori estetici. Ma questo è un vecchio ritornello borghese e nostalgico. Bisogna ben più temere, al contrario, l'estetizzazione generale delle cose. Molto più che la speculazione mercantile, bisogna temere la trascrizione di tutto in termini culturali, estetici, in segni museografici. Questo è la cultura, la nostra cultura dominante, l'immensa impresa di stoccaggio estetico, di risimulazione e reprografia estetica di tutte le forme che ci circondano. Questa è la più grande minaccia, è ciò che io chiamerei il grado Xerox della cultura.

(Jean Baudrillard)