Stralcio da un’intervista a Vinicio Capossela

D. Ti sei mai sentito un freak?

R. «Mi è capitato una volta nel luna park che circonda il rodeo di Austin, in Texas, di imbattermi davanti a questo grande telo illustrato dove facevano mostra di sé queste creature “dimenticate da Noè”. Erano disegni molto ironici, e c’era un tipo irresistibile davanti all’ingresso che mangiava il fuoco e recitava il suo scat, invitava a entrare dentro, per vedere la mucca a cinque zampe, o la tartaruga albina..

Io mi precipitai nel tendone, ma dietro – dentro – non c’era quasi nulla.

Ho pensato che è un po’ quello che facciamo nella vita: quando ci presentiamo, cerchiamo di fare intravedere attrazioni, cose, “tutto vivo, niente morto”. Poi quando sei entrato e hai già pagato il biglietto scopri che dietro siamo pieni di attrazioni interiori, deformità, cose da mettere in mostra. Cose interiori e cose in carne ed ossa, che mostriamo magari da dentro una gabbia dorata, in cui vogliamo fare entrare qualcuno.»


Fonte: —, “Vinicio Capossela“, «Distopic», pagina web, data di consultazione: 28 maggio 2018, url: <www.distopic.it/vinicio-capossela-intervista2014/>.