G. Strehler (da una lettera a G. Guerrieri)

Questi brevi stralci, tratti da una lettera autografa che Giorgio Strehler scrisse a Gerardo Guerrieri1)vd. rif. bibliografici, mi sembrano significativi per comprendere la passione del regista. Ma anche il senso di insoddisfazione: inestirpabile dalla consapevolezza di un gravoso fardello, che qui assume la forma di un condizionamento proveniente dalla cultura umanistica e da un’infanzia di stampo borghese.

Giorgio Strehler

Giorgio Strehler

«Mi ha preso una tremenda paura. Dimmi che ho torto. Stiamo giocando un poco alla “confessione”? Confessione per confessione, gusto di disquisire, gusto del sottile, del tortuoso. Forse perché ieri ho riletto un romanzo di Piovene “I falsi redentori” e sono rimasto disgustato, attonito dalla mancanza di “vitalità”, mancanza di sintesi, di respiro, di aria.»

… «sapevo cosa mi avresti risposto. Sapevo anche il tuo smarrimento (uguale al mio) di fronte a certe domande. A gente come noi non si può dare soluzione. Troppo chiusi da un’educazione e cultura umanistica, troppo pieni di una infanzia e prima adolescenza come dirti? a carattere più o meno rilkiano (socialmente borghese o piccolo borghese) per essere spontaneamente “nuovi”»

«Siamo così sospesi in una terribile lotta che non ha scelto ancora la sua cieca strada, godiamo di una spaventosa libertà di fondo, anche se una relativa scelta è stata fatta …. Generazione di transizione. Non la prima, non l’ultima ancora. Di padre in figlio ci tramandiamo il male.»

 

 

Note   [ + ]

1. vd. rif. bibliografici

Fonti / Riferimenti bibliografici

Strehler Giorgio, Lettera autografa. Proprietà dello Studio bibliografico "Letteratura tattile" di Andrea Galli, pagina web; data di consultazione: 18/05/2018, Url: http://www.letteraturatattile.it/autografi/varia/strehler-giorgio-lettera-dattiloscritta-firmata-a-gerardo-guerrieri.html