Da un’intervista a Gianni Rodari

Io penso che si debba cercare non di parlare come il bambino, ma di parlare come il mondo di oggi. (…) [D]eve essere, secondo me, un linguaggio moderno: cioè deve essere fatto con gli oggetti, con le immagini, con tutto ciò che fa parte del mondo.

Io penso che si debba cercare non di parlare come il bambino, ma di parlare come il mondo di oggi. Il mondo parla oggi al bambino non solo attraverso le parole dei genitori: parla attraverso le immagini, attraverso le macchine (…)
Bisogna trasformare tutto questo in parole, se si vuole fare un libro. E non bamboleggiando ma, semmai, un gradino più in sù: perché al bambino piace salire un po’. Quando è molto piccolo e gioca a spostare i mobili, lui vuole spostare subito il tavolo, che è più pesante, non si accontenta di spostare il seggiolino, che è piccolo. Perciò il linguaggio è una cosa che deve farlo crescere. Però deve essere, secondo me, un linguaggio moderno: cioè deve essere fatto con gli oggetti, con le immagini, con tutto ciò che fa parte del mondo.

— Gianni Rodari (Intervista televisiva. Fonte: Studio Aperto, 1975 — Archivio Rai)
Trascrizione di Stéfano Pérez Tonella