News (dal mondo delle possibilità irrisolte): una storia (im-) personale | di Stéfano Pérez Tonella.

24 luglio 2018

Nel corso delle prossime settimane potrei dedicarmi a un racconto (del quale non conosco che alcune linee d’ombra). Il titolo, macabro in apparenza, dovrebbe essere “la dissezione del cadavere”. Il tema fondamentale è l’osservazione, quotidiana o quasi, di uno spazio commerciale: smantellato dalla persona che lo ha seguito per anni, perde progressivamente identità. Tutto parte dal declino fisico del gestore; la sua solitudine sempre più espansiva.
Prima che tutto capiti, il disagio dell’uomo è evidente come un odore, un’aura. E poi la malattia aggredisce lo spazio, il quale viene dissezionato: la polvere avvolge ogni oggetto; alcuni soltanto sono protetti dal cellophane. Le scatole di cartone racchiudono oggetti, vengono accatastate: apparentemente salvano ogni cosa, in realtà nascondono la memoria. E poi: non ci sarà mai posto per tutto; alcuni oggetti si rifiutano di trovare una collocazione, rimangono esclusi o entrano nelle scatole come clandestini.
Anche nel racconto c’è un aspetto “inscatolato”, invisibile: è la casa del protagonista, che conosciamo solo attraverso il disagio e la “dissezione”. Eppure, all’estremo opposto dell’universo, è la sua vita emozionale, coniugale, che viene poco a poco impacchettata, imbiancata, ordinata…