Morfologia | Usi e flessibilità del pronome «cui»

Il pronome «cui», con una buona dose di approssimazione, può essere considerato una sorta di passe-partout. È infatti molto duttile negli impieghi, quanto costante nella forma: è invariabile nel genere (maschile, femminile), nel numero (singolare, plurale) e può essere impiegato sia per le persone che per le cose.

Quando è utilizzato come complemento indiretto è preceduto da preposizione nei seguenti casi:

→ La persona con cui andrò in vacanza (compl. di compagnia)
→ La città da cui proviene Maria (compl. di luogo)

Quando svolge la funzione di complemento di termine ha invece un comportamento particolare, dal momento che la preposizione “a” può essere omessa. Talvolta, comunque, l’impiego della forma classica (con la preposizione) serve anche ad arrotondare la frase, rendendola meno spigolosa.

→ Dario è il dipendente incaricato (a) cui devi rivolgere le tue richieste.

Infine, come complemento di specificazione è preceduto da articolo determinativo.

→ Questa è la signora, il cui marito [il marito della quale] hai conosciuto poc’anzi.