Emil Cioran, L’imbrattacarte

Sono certo che se non fossi stato un imbrattacarte mi sarei ucciso da un pezzo.  Scrivere è un enorme sollievo; e pubblicare anche. Le sembrerà ridicolo, eppure è verissimo: un libro è la tua vita, o una parte della tua vita, che ti rende estraneo. Ci si libera contemporaneamente di tutto quello che si ama e, soprattutto, di tutto quello che si detesta. Le dirò di più: se non avessi scritto, sarei potuto diventare un assassino.

L’espressione è una liberazione; le consiglio di provare questo esercizio: quando odia qualcuno, quando le viene voglia di farlo fuori, prenda un pezzo di carta e scriva che X è un porco, un bandito, un farabutto, un mostro. Si renderà subito conto di odiarlo meno. È proprio quello che ho fatto io: ho scritto per ingiuriare la vita e per ingiuriare me stesso.

Il risultato? Mi sono sopportato meglio e ho sopportato meglio la vita.

– Emil Cioran, da un’intervista con Fernando Savater