Tennessee Williams, Un tram che si chiama «Desiderio» (monologo di Blanche Dubois)

BLANCHE — Un ragazzo, un bambino; ed io ero giovane giovane. Quando avevo sedici anni, ebbi la rivelazione – l’amore. Ma così di colpo, e in un modo così pieno, totale! E’ come se all’improvviso tu accendi un faro nella penombra, così si trasformò il mondo per me!Ma ero sfortunata. Fu un inganno. Lui aveva qualcosa di diverso, una sensibilità, una mollezza, una delicatezza, che non erano da uomo, benché a vederlo non avesse un’aria effeminata- eppure- c’era qualcosa….

Lui cercò aiuto da me. Ma io non sapevo. Non capii niente, se non dopo il matrimonio, quando fuggimmo e tornammo io mi accorsi di averlo deluso, per non so che misterioso motivo. Sapevo solo di volergli bene, un bene immenso, ma senza poter fare niente, né per lui, né per me! Poi scoprii tutto. Nel modo più tremendo. Entrando in una stanza che credevo vuota: ma c’erano due persone – il ragazzo che avevo sposato, e un uomo anziano che da anni era il suo amico…

Si sente l’avvicinarsi di una locomotiva. Blanche si tappa le orecchie, rannicchiandosi. Le luci della locomotiva abbagliano la stanza; il treno passa rimbombando. Man mano che il fragore si allontana, Blanche si risolleva adagio e riprende a parlare.

Dopo di che facemmo finta di niente. Tutti e tre andammo in macchina alla casina del Lago, e per tutta la strada giù a ridere e a bere.

Si sente una polka in sordina, fievole per la distanza.

Ballammo la Varsouviana! In mezzo al ballo, il giovane che avevo sposato si staccò da me e scappò via; qualche minuto dopo, uno sparo!

La polka s’interrompe di colpo. Blanche si alza, sorpresa. Poi la musica riprende a ritmo pieno.

Corsi fuori, tutti corsero, ad affollarsi attorno alla cosa terribile in riva al lago! Non riuscii ad avvicinarmi, per la gente che c’era! Poi qualcuno mi afferrò per un braccio: “Non si avvicini! Venga via! Cosa vuol vedere!” Vedere! Vedere… cosa? Poi sentii delle voci: “Allan! Allan! Il giovane Grey!”

S’era infilato la rivoltella in bocca e sparato -tanto che il cranio gli era schizzato via! (Barcolla e si copre il volto). Questo perché sulla pista da ballo, senza potermi frenare, gli avevo detto: “Ho visto! Ora so: mi fai schifo!” E allora il faro che s’era acceso sul mondo, si spense di nuovo e mai più per un solo istante da allora, ha brillato una luce più forte di questo mozzicone di candela….