Protagonisti del teatro contemporaneo

I «protagonisti» della contemporaneità

In nessun’altra epoca, come nel XX secolo, il Teatro conobbe una fioritura in termini di consapevolezza scenica e recitativa. Messi in discussione i cliché del mestiere (mai la validità di possedere un «mestiere») l’interesse orientato alla rappresentazione teatrale si mosse nel senso di creare una notevole varietà di stili, eredi ciascuno di tradizioni eclettiche e diversificate. Allo stesso tempo, il teatro venne preso in esame da ogni punto di vista: storiografico, semiotico, estetico, antropologico, degli studi sociali e di genere, fino a trovare applicazione – forse parzialmente in termini compensativi, per far fronte a obblighi economici sempre più pressanti –  nell’ambito delle Risorse Umane, del Management, dei corsi per Parlare in pubblico, e così via.

Per una serie di ragioni, non avulse a un sano istinto di autodifesa, chi si occupa di teatro spesso prende distanza dai discorsi grandiloquenti, preferendo aderire alla pratica quotidiana, all’esercizio fisico, allo sviluppo di quello che, con intuizione geniale, Antonin Artaud definì l’«atleta del cuore» e cioè l’attore. Figura senza dubbio centrale, che tuttavia non fu risparmiata dalla grande rivoluzione della scena novecentesca. La primazia del capocomico fu messa in questione, e il suo ruolo progressivamente marginalizzato dalla nascita della regia teatrale, sia quando questa si manifestava nella forma di uno scrittore appassionato di teatro, come Luigi Pirandello, sia pure quando, in Mejerchol’d, grazie alla biomeccanica, e negli Screen Craig, si sottolineava l’importanza di allontanare l’attore dalla rappresentazione della vita quotidiana…

… Così, se da un lato le teorie di Michail Cechov si proponevano come rivoluzionarie rispetto ai meccanismi identificati da Stanislawskij1)per intenderci: quelli che, erroneamente, vengono definiti il «metodo Stanislawskij», dall’altro possiamo riconoscere una folta schiera di autori e registi, alcuni dei quali di grande talento, impegnati a decretare il declino, se non la scomparsa dell’attore, a vantaggio di una nuova figura, superiore più nello spirito che nel corpo. La grande stagione del teatro americano anni Quaranta e Cinquanta ridefinì ampiamente queste utopie di scomparsa, riportando in auge il Realismo e rappresentando, grazie a Eugene O’Neill e Tennessee Williams, questioni di attualità, quali l’emarginazione della classe operaia e problematiche derivanti anche dalla diffusione dell’alcolismo.

Ciò che le nuove correnti si lasciavano alle spalle non era un passato concluso, quanto piuttosto una serie di correnti destinate a risvegliarsi a più riprese nel corso del secolo. In questo senso, se, da un lato il dadaismo si può dire che abbia aperto la strada – o quantomeno una delle strade maestre – alla Land Art2)Land Art: espressione artistica contemporanea fondata sul dialogo con la terra e il paesaggio circostante. Oltre alle Avanguardie Storiche, la Land Art si richiama spesso all’insegnamento dei transcendentalisti americani, in particolar modo a Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau.
Sinonimi: Earth art; Earthwork.
, dall’altra il Surrealismo creò le condizioni di base per la Patafisica prima e il Teatro dell’Assurdo poi. Lo sviluppo e il successivo declino di queste correnti condusse a una logica compresenza e sovrapposizione di istanze antinomiche, rappresentando un terreno fertile per la riflessione scenica. È in questa situazione variegata ed eclettica che, tra la fine dell’Ottocento e per tutto il corso del Novecento, donne e uomini di teatro si susseguirono nella proposta di elementi spesso caratterizzati da grande originalità.

Per la compilazione del seguente elenco, parziale, che vuole essere un invito allo studio del teatro contemporaneo, ho utilizzato una terminologia mutuata dalla Semiotica, piuttosto comune negli studi teatrali tra la fine degli Ottanta i primi anni Novanta. Il «testo scenico» identifica una narrazione di cui, a partire spesso, non necessariamente, da un’opera scritta, il pubblico fa esperienza attraverso la fruizione complessa di elementi quali l’espressione corporea, la musica e tutto quanto accade in scena o interagisce con essa, non ultima l’esperienza (controfattuale3)cfr. Keir Elam, Semiotica del teatro, 1979.) della verità scenica quale forma di inganno auto-indotto, volontario. Dal canto suo, come possiamo immaginare, il «testo drammatico» è più legato alla parola: si compone, oltre che delle parti di ogni personaggio, della divisione (eventuale) in atti e in quadri. Inoltre di tutti quegli elementi che, come le disascalie inerenti i costumi, la scenografia, l’atmosfera e l’andamento di una scena, anticipano il «testo scenico».

Stéfano Pérez Tonella

Protagonisti del «testo scenico»

  • Antoine, Andrée
  • Artaud, Antonin
  • Barba, Eugenio
  • Baush, Pina
  • Bene, Carmelo
  • Boal, Augusto
  • Bogart, Anne
  • Brook, Peter
  • Chaikin, Joseph
  • Cornut, Guy
  • Duncan, Isadora
  • Gordon Craig, Edward
  • Grotowski, Jerzy
  • Kantor, Tadeusz
  • Kristian, Lupa
  • Mamet, David
  • Mejerchol’d, Vsevolod
  • Michel, Jean-Pierre
  • Mnouchkine, Ariane
  • Nemiróvich-Dánchenko, Vladimir
  • No Yo
  • Pelicori, Ingrid
  • Stanislawskij, Vladimir
  • Strasberg, Lee
  • Szuchmacher, Rubén
  • Tadashi Suzuki
  • Whitelaw, Billie
  • Wilson, Robert (Bob)
  • Yoshi Oida

Protagonisti del «testo drammatico»

  • Anouilh, Jean
  • Beckett, Samuel
  • Caldwell, Erskine
  • Capek, Karel
  • Cechov, Anton
  • Dürenmatt, Friedrich
  • Fo, Dario4)Dario Fo fu un personaggio idoneo, come gli antichi giullari, a figurare in ciascuna delle due categorie proposte: «testo scenico» e «testo drammatico». Pochi anni fa, con lui in vita, non avrei dubitato a inserirlo nella prima lista di autori. Oggi, tuttavia, credo che la sua importanza risulti -e sarà sempre più in futuro- determinata dall’eredità letteraria, di notevole qualità, che gli valse il premio Nobel per la Letteratura.
  • Frisch, Max
  • Ibsen, Henrick
  • Maeterlinck, Maurice
  • O’Neill, Eugene
  • Pirandello, Luigi
  • Silone, Ignazio
  • Strindberg, August
  • Triana, José
  • Tzara, Tristan (Samuel Rosenstock)
  • Verga, Giovanni
  • Wilde, Oscar
  • Williams, Tennessee

Note   [ + ]

1. per intenderci: quelli che, erroneamente, vengono definiti il «metodo Stanislawskij»
2. Land Art: espressione artistica contemporanea fondata sul dialogo con la terra e il paesaggio circostante. Oltre alle Avanguardie Storiche, la Land Art si richiama spesso all’insegnamento dei transcendentalisti americani, in particolar modo a Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau.
Sinonimi: Earth art; Earthwork.
3. cfr. Keir Elam, Semiotica del teatro, 1979.
4. Dario Fo fu un personaggio idoneo, come gli antichi giullari, a figurare in ciascuna delle due categorie proposte: «testo scenico» e «testo drammatico». Pochi anni fa, con lui in vita, non avrei dubitato a inserirlo nella prima lista di autori. Oggi, tuttavia, credo che la sua importanza risulti -e sarà sempre più in futuro- determinata dall’eredità letteraria, di notevole qualità, che gli valse il premio Nobel per la Letteratura.