Pietro Gori, Addio a Lugano

Testo e accordi. Addio a Lugano (conosciuta anche come Addio Lugano bella) è una popolare canzone anarchica scritta da Pietro Gori nel gennaio 1895.

Gori, scrittore e avvocato anarchico italiano, venne accusato da una parte della stampa di essere l’ispiratore dell’omicidio del presidente della Repubblica francese Sadi Carnot, in quanto amico e avvocato difensore dell’omicida, Sante Caserio. Per evitare una pesante condanna si esiliò a Lugano, dove sfuggì a un attentato nel gennaio 1895. Lo stesso mese, il governo svizzero acconsentì all’arresto di Gori e di altri diciassette profughi politici. Dopo esser stati detenuti per quindici giorni, il gruppo fu trasportato a Basilea e di lì espulso dal paese.

In carcere, secondo alcuni, o dopo l’espulsione, secondo altri, compose due poesie, una delle quali era intitolata Il canto degli anarchici espulsi. Quest’ultima divenne poi Addio a Lugano e venne diffusa con alcune differenze sia nel testo che nella disposizione delle strofe. Nel 1896, il canto venne pubblicato “in un bollettino ufficiale del governo cantonale ticinese, in una relazione sulla situazione carceraria […], sotto la voce «Saggi di letteratura di delinquenti e d’anarchici»1)Avanti Popolo, Op. cit., p. 42..

Dopo il 1900 venne aggiunta una strofa2)poco ripresa successivamente che inneggiava al gesto di Gaetano Bresci3)Gaetano Bresci (Prato, 1869 – Ventotene, 1901) è stato un anarchico italiano, autore dell’omicidio del re d’Italia Umberto I. Il monarca era già scampato a due attentati, eseguiti dagli anarchici Giovanni Passannante e Pietro Acciarito., che uccise il re Umberto I di Savoia, per vendicare la repressione dei moti di Milano da parte di Fiorenzo Bava Beccaris. La strofa non è opera di Gori ma di anarchici livornesi: Vittorio Emanuele / figlio di un assassino. / Evviva Gaetano Bresci / che ha ucciso Umberto Primo. / È questa la vendetta / che gli anarchici san far. / È questa la vendetta / che gli anarchici san far

Addio a Lugano

La
Addio Lugano bella

Mi7
o dolce terra miacacciati senza colpa
La
gli anarchici van via
Mi7
e partono cantando
La
con la speranza in cuor.
MI7
E partono cantando
LA
con la speranza in cuor.
Ed è per voi sfruttati
per voi lavoratori
che siamo incatenati
al par dei malfattori
eppur la nostra idea
è solo idea d’amor.
Eppur la nostra idea
è solo idea d’amor.
Anonimi compagni,
amici che restate
le verità sociali
da forti propagate
è questa la vendetta
che noi vi domandiam.
È questa la vendetta
che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna
repubblica borghese
un dì ne avrai vergogna
noi oggi ti accusiamo
in faccia all’avvenir.
Noi oggi ti accusiamo
in faccia all’avvenir.

Cacciati senza tregua
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra
la pace tra gli oppressi,
la guerra agli oppressor.
La pace tra gli oppressi
la guerra agli oppressor.

Elvezia il tuo governo
schiavo d’altrui si rende
d’un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.
E insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.

Addio cari compagni
amici luganesi
addio bianche di neve
montagne ticinesi
i cavalieri erranti
son trascinati al nord.
I cavalieri erranti
son trascinati al nord.

[Vittorio Emanuele,
figlio di un assassino
Evviva Gaetano Bresci
che uccise Umberto I]

Fonte

AaVv, Avanti popolo: due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998.

Note   [ + ]

1. Avanti Popolo, Op. cit., p. 42.
2. poco ripresa successivamente
3. Gaetano Bresci (Prato, 1869 – Ventotene, 1901) è stato un anarchico italiano, autore dell’omicidio del re d’Italia Umberto I. Il monarca era già scampato a due attentati, eseguiti dagli anarchici Giovanni Passannante e Pietro Acciarito.