Lingua, volgare e dialetto

Scheda didattica / Storia della lingua italiana

Il seguente passo è tratto da un manuale sulla didattica dell’italiano1)i riferimenti bibliografici in coda al testo.. In esso, l’autore riflette sulle differenze fra lingua e dialetto, attraverso le trasformazioni del volgare. Nel corso della lettura, il tuo compito è quello di comprendere il punto di vista dell’autore, in particolar modo per quanto concerne l’evoluzione della lingua italiana. Sei d’accordo con quanto è affermato nel testo? Ci sono dei punti su cui riterresti necessario riflettere ulteriormente, o rispetto ai quali dissenti dall’opinione dell’autore?

Esercizio / Titolo della composizione

Dopo aver terminato la lettura, elabora un tuo pensiero (evidenziandone i punti chiave per iscritto) e svolgi un tema, della lunghezza di almeno 300 parole, che risponda alle seguenti domande:

  1. Il volgare è una lingua o un dialetto?
  2. Che ruolo svolse il «toscano» nel processo di evoluzione della lingua italiana?
  3. È corretto, a tuo avviso, affermare che Pietro Bembo ne decretò “il primato normativo”?
    Se sì: in che modo?

Tiziano Vecellio, Ritratto del cardinal Pietro Bembo

Tiziano, ritratto di P. Bembo (1545 ca)

«Ci sono diversi termini che conviene siano chiari prima di affrontare la storia della lingua, tra i quali i termini atti a connotare gli oggetti di ricerca e di insegnamento della storia linguistica: lingua, volgare e dialetto. Il volgare è un idioma adoperato alla pari degli altri in un certo spazio geostorico per i vari usi comunicativi orali e scritti. Quando un volgare assume maggior prestigio nella coscienza dei parlanti a causa di eventi politici, economici, culturali o religiosi, esso assurge al rango di lingua, relegando automaticamente tutti gli altri al ruolo di dialetti, da esso indipendenti nell’evoluzione strutturale interna, ma ad esso subordinati nella gerarchia degli usi comunicativi legata alla storia esterna.

L’italiano e le altre lingue neolatine hanno attraversato storicamente almeno due di questi tre ruoli sociocomunicativi: sono stati dei volgari contrapposti al latino su diversi piani socioculturali in epoca altomedievale, e hanno assunto lo status di lingue una volta che si estinse il latino come lingua di reale ed estesa comunicazione sociale. Così il toscano va considerato un volgare pari a tutti gli altri nel periodo delle origini della storia linguistica italiana, ma è diventato la lingua italiana quando Bembo ne decretò il primato normativo.»

Fonte:
Salvatore Bartolotta et al., Introducción a la didáctica del italiano, Sevilla, Arcibel Editores, 2010, pp. 54-55.

Note   [ + ]

1. i riferimenti bibliografici in coda al testo.