Greci e Romani a teatro: una prospettiva estetica

Prospettiva *

Le immagini di Grecia e Roma antica sono molto suggestive. Spiccano, nell’ambito di generalizzazioni ancora ammissibili a un primo approccio, quelle che potremmo definire macro-differenze, che sembrano assumere la forma di scelte obbligate nel cammino di ciascuno: da una parte il pensiero, la rappresentazione tragica e trascendentale della vita; dall’altro, il potere e un divertimento ben architettato, utilizzato spesso come strumento di controllo sociale.

Tanto l’una come l’altra civiltà svilupparono una grande consapevolezza nell’espressione delle Arti e delle Lettere. Spiegare a dei giovani ragazzi quale sia l’importanza, veramente senza tempo, dei grandi eroi tragici, o la tensione fra theoría e praxis, o ancora la querelle tra platonismo e aristotelismo, significa condurli attraverso le trasformazioni sociali, le grandi scoperte e anche i periodi di oscurantismo: lungo un cammino che, senza continuità di causa, collega l’antichità classica all’epoca contemporanea.

Prendere in esame i testi teatrali greci e latini permette di mostrare in modo chiaro, anche a dei ragazzi molto giovani, sia le aporie che le complementarietà sussistenti in espressioni così ricche e affascinanti; fornisce, inoltre, una chiave di lettura essenziale per comprendere la storia dell’Arte, la Storia della Letteratura, la Storia del Teatro. Infine, ed è forse l’obiettivo più significativo, permette di presentare lo studio del mondo classico non come un dovere da espletare ma come una grande possibilità per la comprensione di una natura, quella umana, che se sul piano individuale è condizionata dalla finitezza del tempo, è pur sempre eterna nell’espressione e nella scoperta.


* La presente «prospettiva» è parte del
Programma di Lingua italiana e Letteratura (per la Scuola secondaria di primo grado) — 2018/19.