« Freedom is just another word for
nothing left to loose»
— Janis Jopin, Me and Bobby McGee


Calendario di pubblicazione sul sito

Articoli e ricerche

Nel corso dell’estate appena conclusa, avevo in mente di pubblicare una serie di articoli. Rispetto al calendario che mi ero proposto sono spaventosamente in ritardo: del resto, nei mesi più caldi dell’anno mi sono dedicato a fumare crack1)Crack: sostanza stupefacente, in forma di cristalli, ricavata dalla cocaina: viene assunta inalando il fumo generato dal surriscaldamento dei cristalli stessi, attraverso apposite pipe di vetro, in mancanza delle quali sono utilizzate bottiglie di plastica o lattine. Il crack fu originariamente concepito a scopo terapeutico, come sostituto della cocaina. Per evitare la progressiva distruzione dei tessuti delle alte vie respiratorie, dovute all’inalazione, sembrò infatti ragionevole consentire ai tossicodipendenti una modalità alternativa e meno dannosa per l’assunzione della droga, durante la disintossicazione. Contrariamente ai propositi iniziali, il crack si diffuse rapidamente come droga a sé, diventando molto popolare e generando un notevole tasso di assuefazione tra i consumatori.: attività poco salutare, i cui effetti mi avevano peraltro illuso di stare scrivendo, e quindi di pubblicare, con una certa conseguente costanza. Sono persuaso si trattasse di uno spiacevole effetto, del tutto collaterale, dovuto alle droghe di cui facevo abbondante assunzione: un’allucinazione lavorativa che ho il dubbio persista, a meno che io non abbia già ripreso a lavorare. In questo momento, infatti, non distinguo perfettamente l’allucinazione dalla realtà. Appena recupererò il numero sufficiente di neuroni utili -se mai capitasse- ripartirò tuttavia con le attività di pubblicazione. Quello che segue è un calendario ipo tetico.

Con relativa e recalcitrante cordialità,
Stéfano Pérez Tonella


Stéfano Pérez Tonella, Salome

  • Riflessioni sull’iconografia di Salomé;
  • Dislessia: bibliografia essenziale
  • (25 09) Dislessia e metamorfosi della lingua: memorie personali di un lettore che non sa leggere;
  • (08 10) Della pornografia quale spirito tragico: duttilità e intransigenza della sensualità erotica in Fotografia;
  • (09 10) Sogni senza attori: teatro ed eterotopia negli «screen» di Edward Gordon Craig;
  • (11 10) L’analfabetismo come risorsa: una guida per diventare scrittori senza saper né leggere né scrivere;
  • (16 10) Il sogno dislessico, ovvero: della dislessia come obiettivo educativo;
  • (17 10) Efebo benedetto: per un’iconografia «queer» di San Sebastiano;
  • (25 10) Parva moralia: incesto e desiderio nella danza di Salomé;
  • (28 11) Educare all’inferiorità: note su temporalità e obiettivi pedagogici;
  • (02 12) Libertà, passione e autodisciplina: guida sub-minimale all’arte dell’attore;
  • (12 12) Solo per amore: note sulla creazione artistica accorata, decorata, decollata e trascolorata;
  • (15 12) Sigismondo e la pedagogia libertaria;
  • (20 12) Il difficile volo del linguaggio nel tempo. Riflessioni sullo stupore ne “Il verbo degli uccelli” di Farid al-Din ‘Attar;
  • (21 12) Primizie di svelamento: ombre di eternità in «Tommaso e il fotografo cieco» di Gesualdo Bufalino;
  • (30 12) Qualche nota sul «teatro della crudeltà» di Antonin Artaud;
  • (05 01) Tilman e García-Alix: l’aspetto folle del pudore;
  • (11 01) Dalla persistenza alla finzione. Attraverso la lente tragica di Eikoh Hosoe;
  • (20 01) A proposito della narrativa filosofica di Maria Zambrano;
  • (25 01) Chi ha paura della Net-Art? Il sogno frantumato di un’espressione di rete;
  • (20 02) Rapporti ancillari e inalienabili sensualità: in cerca delle consonanze fra Teatro e Fotografia;
  • (02 03) Istantanee e fautographie;
  • (10 03) Il talento è un errore blu: suggerimenti per una pedagogia indaco;
  • (15 03) Hikikomori, o dell’isolamento sociale;

Altri scritti

Schede didattiche

Narrativa e Teatro

  • Tania (da: Tre tigri / Retratos habaneros);
  • Alcune note sulla Trilogia di Salomé (note di lavorazione);
  • Gianni Scanti e 101 frammenti; 
  • (15 09) Luni nelle città (stralci del racconto);
  • (16 09) Lo sprologo (monologo teatrale).

Scampoli

  • Letture per un anno;
  • Verso una scuola libera;
  • (09 10) «Orme» : riflessioni (anti) auto-biografiche tra Fotografia e Letteratura;
  • (14 10) Considerazioni autobiografiche di un insegnante dislessico sulla dislessia;
  • (15 10) Imparare a non leggere: diniego e redenzione nella lettura cosciente;
  • (20 11) Metodologie didattiche orientate ai concetti, all’effetto, ai processi.

… There’s no halfway (ph: Stéfano Pérez Tonella)

E quando finalmente trovi qualcuno su cui senti di poter riversare la tua anima, ti blocchi sconvolta dalle tue stesse parole: le hai tenute in quella piccola stretta oscurità dentro di te così a lungo, che sono arrugginite, brutte, banali, fiacche. Sì, l’allegria, l’autorealizzazione, lo stare insieme ci sono, ma la solitudine dell’anima, nella sua spaventosa autoconsapevolezza, è orribile, schiacciante.

Sylvia Plath, “Diari”


Riflessioni sull’iconografia di Salomé

Il personaggio di Salomé fa la propria comparsa nei Vangeli di Marco e Matteo, dove la si menziona come “figlia di Erodiade”. Fino a Le antichità ebraiche di Giuseppe Flavio, infatti, la principessa non viene mai chiamata per nome. Salomé, a quell’epoca, non era un nome sconosciuto. L’origine si può far risalire all’ebraico שָׁלוֹם (shalom = pace). Sappiamo che nel 54 d.C. fu coniata una moneta effigiante Salomé. Difficile dire se tale personaggio corrisponda alla principessa responsabile della morte di Giovanni Battista, dalla ricchissima e variegata tradizione iconografica. Sicuramente, l’appellativo di “pacifica” mette in luce un nodo cruciale nella vicenda narrata: l’innocenza della principessa, manipolata dalla madre al punto da essere condotta a tradire la propria infanzia. [continua a leggere]


Zahra

… dai Vangeli di Marco e Matteo allo zoo di Trieste.

Soraya, ragazza quindicenne, sensuale e spregiudicata, fugge dalla famiglia adottiva. Raggiunge in autostop -e si intrufola sotto le mentite spoglie di una cameriera un po’ vacca- la villa di campagna in cui la madre convive con un industriale triestino senza scrupoli. Sono in corso i preparativi per un banchetto, al quale saranno invitati clienti e faccendieri d’ogni fratta, compresi sindaco, giunta comunale, porci con o senza mela in bocca e alcol a volontà. Soraya, in quei giorni si fa amare, odia e si innamora, danza e uccide…

Stéfano Pérez Tonella, Zahra (2018)


Ceci est un rectangle

Ceci est un rectangle


Di negativi (fotografici), imprecazioni … e altri frammenti


Stéfano Pérez Tonella

Laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo. Master in Comunicazione multimediale. Ha svolto attività di ricerca presso enti pubblici e privati. Specializzatosi in Drammaturgia con LUIGI GOZZI, in Iconografia teatrale con ARNALDO PICCHI, svolge attività di formazione. Ha partecipato a incontri e seminari condotti da diversi artisti, fra cui TINTO BRASS e FERNANDO SOLANAS.

Docente-ricercatore presso il Centro de Investigación y Producción Teatral EL DESVAN (Stgo de Queretaro, MX) è autore di diversi drammi teatrali, alcuni dei quali ispirati alla tradizione americana pre-ispanica. Nel tempo libero si dedica con passione alla Scrittura e alla Fotografia. Alcune sue immagini sono conservate presso collezioni private e musei. Ha vinto svariati premi.


Sobre la «palabra popular»

Así es la palabra popular […] hay que buscarla y desenterrarla. Una vez recogida, hay que cuidarla para que no se vuelva banal, y ya madura, saborearla para sentir el gusto y permitirle que su olor llene la casa. Entonces, con ella la vida tiene sentido, la finitud de las cosas se entiende, el sufrimiento y el Mal viven en medio de los hombres y los conmueven. Imaginando el origen, la palabra explica el término, reinvendando el principio dibuja el fin. Con ella, el mundo tuvo un comienzo, pero tuvo también la muerte y el fin que nos espera.

H. Urbano (1993) cit. en Enrique Ballón Aguirre, Tradición oral peruana: literaturas ancestrales y populares, Volumen 1, Fondo Editorial PUCP, 2006, p. 237.

Note   [ + ]

1. Crack: sostanza stupefacente, in forma di cristalli, ricavata dalla cocaina: viene assunta inalando il fumo generato dal surriscaldamento dei cristalli stessi, attraverso apposite pipe di vetro, in mancanza delle quali sono utilizzate bottiglie di plastica o lattine. Il crack fu originariamente concepito a scopo terapeutico, come sostituto della cocaina. Per evitare la progressiva distruzione dei tessuti delle alte vie respiratorie, dovute all’inalazione, sembrò infatti ragionevole consentire ai tossicodipendenti una modalità alternativa e meno dannosa per l’assunzione della droga, durante la disintossicazione. Contrariamente ai propositi iniziali, il crack si diffuse rapidamente come droga a sé, diventando molto popolare e generando un notevole tasso di assuefazione tra i consumatori.